“Psiche e doppia panna”, la commedia in chiave comica tutta la femminile.

“Il riso è fra le espressioni più contagiose degli stati psichici”, ha lasciato scritto Sigmund Freud. E di risate se ne intendono anche Alessandra Izzo e Donatella Mei, interpreti di “Psiche e doppia panna”, la commedia in chiave comica tutta la femminile, in scena dal 29 novembre al 1 dicembre al Teatro Ar.ma. di Roma.
Una professoressa universitaria, psicoterapeuta e autrice di svariati trattati, ma più che altro venditrice di fumo e di se stessa, espone ai dottorandi di psicoanalisi il risultato delle sue ultime ricerche introducendo una seduta dimostrativa che prevede la presenza di una paziente molto sui generis. Gli specializzandi (il pubblico) assisteranno alle problematiche della signora Tascagna e alla fine della seduta dovranno comprenderne la problematica.Troveranno i nostri dottorandi una possibile cura appropriata?
Carmela Picozzi (interpretata da Donatella Mei che firma anche la regia), psichiatra e psicoterapeuta, docente universitaria e autrice di diversi trattati – in realtà esaltata e cialtrona – espone ai dottorandi in psicoanalisi il risultato delle sue ultime ricerche introducendo una seduta dimostrativa con la paziente Flaminia Tascagna in Noce (interpretata da Alessandra Izzo) una paziente un po’ folle, visionaria, benestante e con sensi di colpa che si esprimono attraverso inibizioni verbali e colpevolizzazioni gastronomiche al punto da non riuscire a pronunciare il gusto di gelato che desidera ardentemente: la castagna.
I dialoghi surreali e le improbabili sedute di ipnosi sono scandite dallo squillo personalizzato di un cellulare: squillo o pubblicità? La seduta/spettacolo si posiziona tra il teatro dell’assurdo, il grottesco e il comico, e si snoda tra definizioni apparentemente analitiche e simulazioni, fino ad arrivare alla visione trascendente: la Madonna del Castagno, superarla e rassegnarsi al fatto che non si guarisce mai del tutto.
INFORMAZIONI:
TITOLO: “PSICHE E DOPPIA PANNA”
REGIA: Donatella Mei in collaborazione con Carolina De Santis
CON: Alessandra Izzo e Donatella Mei
DOVE: AR.MA. TEATRO
INDIRIZZO: Via Ruggero di Lauria, 12 | Roma
QUANDO: dal 29 novembre al 1 dicembre 2019
ORARI: venerdi e sabato ore 21.00 | domenica ore 18.00
BIGLIETTI: € 12
CONTATTI: Tel 06 39744093 | 333 9329662

UFFICIO STAMPA
Rossana Tosto Comunicazione
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Al Teatro delle Muse, la nuova commedia di Nino Marino

TEATRO DELLE MUSE
Via Forlì, 43 (angolo Via Bari) Roma
Info e prenotazioni 06 44 11 91 85 – 06 44 23 36 49

Dal 28 Marzo al 14 Aprile
Giovedì e Venerdì ore 21.00 – Sabato ore 17.00 ed ore 21.00 – Domenica ore 18.00.

LUCIANA FRAZZETTO FRANCO OPPINI
in
HO AVUTO UNA STORIA CON LA DONNA DELLE PULIZIE
con ANTONIO TALLURA
commedia in due tempi di Nino Marino
Regia
MASSIMO MILAZZO
Risate, battute, doppi sensi e gag ma anche un pizzico di riflessione sono il filo conduttore della commedia, in scena dal 28 marzo al 14 aprile, scritta dal brillante Nino Marino “Ho avuto una storia con la donna delle pulizie”. La commedia vede come protagonista femminile la spumeggiante Luciana Frazzetto che interpreta il ruolo della donna delle pulizie, dalla genuinità e spontaneità speziata da un briciolo di invadenza. Insomma Luciana Frazzetto, effervescente e con un carisma unico e coinvolgente, calza i panni della donna delle pulizie, con un linguaggio semplice, quasi popolare, in modo cameratesco e si dà un gran daffare per elargire consigli al suo datore di lavoro, interpretato da Franco Oppini, uno scrittore insoddisfatto e sfortunato con le donne. Due mondi opposti a confronto che vedono da un lato un intellettuale blasonato e innamorato di una donna ma non corrisposto e dall’altro la donna semplice e spontanea che si trasforma in un piccolo e invadente consigliere. Ne esce un quadro intrigante sapientemente condito da consigli, battibecchi e gag che coinvolgeranno gli spettatori in divertentissimi e frizzanti dialoghi. Antonio Tallura, invece è il fratello minore dello scrittore. Entrambi provengono da una famiglia blasonata, proprietaria di una clinica al nord. Tenta di convincere il fratello ad abbandonare la strada dello scrittore e tornare nella clinica di famiglia. A tirare i fili della commedia è l’ottima regia di Massimo Milazzo che dirige magistralmente gli attori e che con la compagnia e l’intero cast, regalerà agli spettatori dei momenti unici ma …. come andrà a finire questo intrigo? Lo scoprirete solo andando al Teatro e Vi assicuriamo che è una commedia davvero spassosa perché i nostri attori sapranno divertirci ed emozionare durante l’arco di tutta la commedia. Ne vale veramente la pena.
Francesco Caruso Litrico
Ufficio stampa – Comunicazione e Promozione
3334682892 – fralit@alice.it

Herr. Freud Signorelli Mosè. Il Rebus.

Sabato 9 marzo al Teatro Palladium, ore 20,30
Un racconto-indagine sui fantasmi di Sigmund Freud.
Freud detective di sé stesso, indagato e indagatore.
Di fronte al mistero del Finimondo di Signorelli, dell’Edipo e del Mosè di Michelangelo.
Narrazione e regia: Guido Barlozzetti
Progetto visivo: Massimo Achilli
Musiche originali eseguite dal vivo: Enzo Pietropaoli 

Un racconto teatrale e un’indagine in scena, un vero e proprio giallo, che ha per protagonista Freud alla ricerca di sé stesso e della psicanalisi, in un confronto con il fantasma del Padre.
È “Herr/Freud Signorelli Mosé – Il Rebus”, lo spettacolo in scena al Teatro Palladium sabato 9 marzo alle ore 20,30 prodotto da Il Collettivo Teatro Animazione.
Sul palco un narratore, Guido Barlozzetti, che con Freud e attraverso le sue parole – dai testi delle opere alle lettere – accompagna lo spettatore a immergersi nel lungo e tormentato percorso dell’esploratore dell’inconscio, nella speranza o nell’illusione di un equilibrio per l’umanità, sospesa fra pulsioni, mancanze e la paura della Morte.
Accompagnato in scena dalle immagini video curate da Massimo Achilli e le musiche originali di un artista sensibile e innovativo quale Enzo Pietropaoli, Barlozzetti segue il cammino di Freud.
Prima a Orvieto, con la sconvolgente impressione che in lui scatenarono, nel settembre del 1897, gli affreschi dipinti da Luca Signorelli nella Cappella Nova del Duomo. Freud fu colpito da quelle immagini al punto da dimenticare il nome del pittore e questa dimenticanza diventò un passaggio decisivo nell’autoanalisi che stava conducendo e un ragionamento che ebbe riflessi importanti per lo sviluppo delle sue teorie. Poco dopo avrebbe pubblicato L’interpretazione dei sogni.
Perché fu così affascinato e turbato dal Giudizio Universale di Signorelli? Cosa nascondeva quella dimenticanza di così sconcertante da portare a una cancellazione così radicale? Quale “sostanza inconscia” era stata risvegliata dalla visione degli affreschi?
Barlozzetti racconta quest’affascinante storia ritrovandone la radice nel rapporto ambiguo e irrisolto con la figura del padre/Padre e, attraverso di lui, con la tradizione ebraica con cui, pur professandosi ateo, il confronto era ineludibile.
Per passare poi all’Edipo e quindi alla statua del Mosè scolpita da Michelangelo e accolta in San Pietro in Vincoli di Roma.
Blocchi e avanzamenti, cortocircuiti, fratture, buchi che si aprono e attendono di essere ricomposti.
In scena, Barlozzetti si sdoppia nel narratore e nel corpo – sempre di spalle e con il sigaro in mano – di Freud, di cui ascoltiamo in prima persona i ricordi e le riflessioni.
Intorno a lui, un divano, una poltrona – gli elementi fondamentali di uno studio d’analisi – e le sagome di tre figure che molto hanno contato nella vita di Freud: la moglie Martha Bernays, l’amico/nemico con cui intrattenne un lungo rapporto epistolare Wilhelm Fliess e, naturalmente, il padre Jakob
BIOGRAFIE
Guido Barlozzetti: nato a Orvieto e laureato in Filosofia. Conduttore e autore di programmi televisivi, attualmente Il caffè di Raiuno. Esperto di comunicazione presta opera di consulenza mediatica e di prodotto. Scrittore (Il palinsesto/Testo generi e apparati della televisione, Eventi e riti della televisione, L’ombra di Don Giovanni). Autore e narratore in spettacoli teatrali (Labirinto K. Viaggio nella testa di Stanley Kubrick, Herr/Freud Signorelli Mosé).
Massimo Achilli: regista, fotografo, autore di opere multimediali, installazioni fotografiche, performances teatrali, collabora da anni con diversi musicisti in particolare nell’ambito del jazz e con attori, registi e scrittori per la realizzazione di spettacoli presentati in festival multimediali sia in Italia che all’estero. Il suo percorso artistico si trova in una terra di confine tra il teatro la fotografia e le arti multimediali. Fotografa per il teatro, la danza e il jazz, le sue foto sono state pubblicate su diverse riviste specializzate.
Enzo Pietropaoli: nasce a Genova il 29 settembre 1955. Dal 1961 vive a Roma dove, nel 1975, debutta professionalmente con il “Trio Di Roma” (Danilo Rea e Roberto Gatto).
Ha suonato e inciso al fianco di musicisti significativi della scena internazionale jazz ma non solo, dando concerti in tutto il mondo e ricevendo numerosi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico tra cui nel 2011 quello di Musica Jazz – Top Jazz – come Strumentista dell’anno- Basso. Nella sua carriera ha registrato più di cento album con prestigiosi collaboratori.
Guido Barlozzetti, scrittore, autore e conduttore televisivo.
Massimo Achilli, image designer.
Enzo Pietropaoli compositore e musicista, dal jazz alla sperimentazione sonora.
Hanno già collaborato nel 2017 alla realizzazione di Labirinto K./Viaggio nella testa di Stanley Kubrick, un racconto teatrale sul cinema e le ossessioni del grande regista.
Hanno collaborato:
per le video animazioni, Silvia Spacca; l’artista del legno Flavio Leoni ha realizzato i busti stilizzati del padre Jakob, della moglie Martha Bernays e dell’amico/nemico Wilhelm Fliess.

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